Tutti gli strumenti vi sono stati dati, ma voi cercate ancora di capire.
La vostra mente continua a girare, a cercare di afferrare quello che le sfugge e vuole nuove informazioni, nuovi dati, nuove comprensioni.
Tutto questo può diventare un limite alla vostra esperienza, alla vostra conoscenza di ciò che è, che non passa attraverso la mente e il pensiero.
Fermatevi per un attimo ad ascoltare.
Siete proiettati sempre in avanti e perdete in questo modo ciò che è già ora.
Non sfuggite ai vostri passi.
Ogni passaggio va completato.
Per questo vi dico: fermatevi ad ascoltare, non correte, non cercate oltre, ma rimanete dove siete e lì si apre il nuovo mondo.
Riconoscete il gioco della mente.
Riconoscete il suo carosello di pensieri.
Sono come una giostra, della bella musica, tanti colori, ma gira intorno a uno stesso centro e non arriva mai da nessuna parte.
Sprofondate nell’immobilità di questo centro, nel perno da cui tutto parte.
Immobili, silenziosi, attenti al più piccolo movimento, al fremito di una foglia, a una piccola vibrazione di un insetto.
Non c’è altro luogo dove andare, niente di nuovo da esplorare.
Solamente da sprofondare in tutto ciò che già è.
Dentro di voi.
È un nuovo passo, un grande passo nell’ignoto quello che state compiendo.
L’ignoto è quello che voi siete in questo istante.
Ma l’ignoto vi spaventa e allora cercate di fuggire: nel movimento, nell’azione, nel pensiero.
Fermo e immobile è il centro da cui tutto parte e verso cui state andando.
Un’immobilità in trasformazione continua.
Questo è quello che voi siete.
Non sfuggite, non girate sulla stessa ruota, non cercate altrove.
