Quando si è in un gruppo di ricerca conscia, succedono molte cose interiormente ed esternamente.
Come prima cosa non dimentichiamoci mai che il nostro gruppo non nasce per volere di una volontà meccanica come ce ne sono tanti nella vita, una volontà basata sui bisogni delle macchine e che attraverso un gruppo soddisfa i bisogni meccanici dei partecipanti.
Nel nostro caso il gruppo di ricerca nasce da una volontà superiore, la volontà di Saulo e del Maestro, volontà conscia, con obiettivi consci ben diversi da quelli di un normale gruppo di studio mosso da ideali e volontà meccaniche di una o più persone.
Le idee che circolano nel nostro gruppo sono idee consce provenienti dai nostri maestri che hanno un obiettivo ben preciso e che sono in grado di attuare una reale trasformazione nei loro partecipanti.
Questa è una premessa importante da tenere sempre presente per qualsiasi cosa possa succedere mentre si partecipa al gruppo; le forze superiori ci parlano di continuo attraverso gli eventi che ci fanno succedere internamente ed esternamente, sono maestri nel creare in noi gli ‘io’ necessari al nostro risveglio. Quindi qualsiasi cosa ci succeda chiediamoci sempre cosa ci stanno dicendo i nostri maestri, cosa ci vogliono insegnare, cosa vogliono mettere in evidenza, cosa vogliono farci capire. Questo può non piacere a quella parte di noi che non vuole cambiare, il nostro Re di Fiori cercherà di opporsi al cambiamento e non esiterà ad usare tutti gli stratagemmi possibili per ostacolarci.
Da una certa angolazione il rapporto che noi abbiamo personalmente con il gruppo lo si può paragonare ad un rapporto di coppia, alla possibile evoluzione che può avere un rapporto di coppia.
Si sa quello che succede in una coppia, due persone si incontrano e si innamorano, tutto è nuovo e le Regine si nutrono di tutta quella valanga di novità. Tutta l’irruenza della Regina è una volontà meccanica che ci fa desiderare di vedere e rivedere quella persona fino ad esaurimento del nettare, fino all’ultima goccia, poi la novità si esaurisce e con essa la volontà meccanica si affievolisce fino a scomparire ed il rapporto se continua, continua con i fanti, si giunge ad un intervallo.
È questo il punto in cui può iniziare veramente un rapporto di coppia, prima di questo momento era un viaggio sparato nell’immaginazione, ora gli amanti si possono vedere veramente, conoscere veramente e nutrirsi vicendevolmente delle reciproche attenzioni, della reciproca presenza, del reciproco apporto di idee, conoscenza, con lo scopo comune di innalzare la qualità della coppia, in una parola gli amanti imparano ad usare il loro Re di Cuori.
Finita la Reginata, noi portiamo nel rapporto di coppia tutte le nostre debolezze, i cosiddetti intervalli dell’essenza cioè quelle cose irrisolte nel nostro primo rapporto di coppia, quello con la nostra famiglia. Se gli amanti sono abbastanza svegli possono riconoscere gli intervalli e superarli oppure se il loro intervallo è piuttosto forte potrebbe succedere che comincino a “girare” nella coppia degli io che possono portare ad un processo di malattia. All’interno della coppia vengono portati ‘io’ provenienti dal passato che rimbalzano sull’uno e sull’altro innescando un’ottava discendente.
Ora gli amanti si trovano davanti ad un grosso problema, sono stati nutriti ‘io’ di rifiuto, il centro emozionale è incrostato, è chiuso e l’energia non fluisce più liberamente, non è più bello vedersi, non è più nutriente stare insieme, trascorrere del tempo assieme, anzi le chiusure reciproche suggeriscono ‘io’ di fuga, di farla finita, basta è troppo.
Alcuni, legati da mutui, figli, facciate sociali da mantenere, preferiscono continuare ad abitare fisicamente il rapporto di coppia, ma loro non ci sono più, anzi è in queste condizioni che nascono alle volte le relazioni extraconiugali. Rimane un rapporto di coppia basato sul Centro Motorio ed Istintivo mentre il nutrimento Emozionale è preso esternamente alla coppia da un’altra persona.
È questa una situazione disastrosa in cui gli amanti anziché portare il loro cuore portano le loro miserie, il loro fango e si formano nuove ferite che alimentano gli intervalli del passato.
Se l’intervallo è forte il rapporto di coppia finisce qui, troppo fango ha inondato la coppia, troppo da ripulire e l’energia è poca perché è stata consumata nelle discussioni, nei diverbi ed uno dei due molla e l’altro pure.
Lo spettatore di un film come questo, che viene interpretato da miliardi di noi in diversi momenti della vita potrebbe dire:
Non erano fatti l’uno per l’altro, vista come è andata sembra proprio di no.
Oppure erano fatti per stare insieme ma il loro passato era troppo ingombrante ed ha impedito che due anime gemelle potessero condividere il viaggio terreno? Gli intervalli avevano così inciso le loro menti da buttare al vento la possibilità di vederli e superarli? Diventando così liberi dal proprio passato?
C’è molta similitudine tra quando ci si innamora di una persona e quando ci si sente attirati da un certo insegnamento. Più o meno i passi sono gli stessi. Se abbiamo incontrato un insegnamento conscio ben presto incontreremo sicuramente tutti gli intervalli che abbiamo acquisito nel nostro passato. Le forze superiori non tergiversano e mirano diritto al nostro risveglio e questo non può avvenire senza l’incontro con i nostri intervalli.
Ora però dobbiamo stare attenti in modo che, una volta riconosciuto che questo è il nostro insegnamento, qualcosa del passato non ci faccia traballare. Ho già detto che gli intervalli si presenteranno infallibilmente, e noi dobbiamo essere in grado di capire che quel certo rifiuto che in un dato momento sentiamo per l’insegnamento, proviene dal nostro passato e si è presentato per poterlo superare e non per essere travolti.
Così come in una coppia in crisi ci si comincia a guardare attorno in cerca di altri occhi, quando l’insegnamento che abbiamo scelto ci sbatte in faccia un nostro intervallo è opportuno riconoscerlo come tale e non mollare l’insegnamento a favore di un altro.
Certamente non è facile capire se ci troviamo di fronte ad un intervallo o se è proprio l’insegnamento che non fa per noi.
L’esperienza mi fa dire che se in un rapporto di coppia ci si molla in malo modo probabilmente siamo in presenza di un intervallo. Un rapporto di coppia può finire come può finire qualsiasi viaggio senza lasciare strascichi dolorosi o non detti.
Quindi quando l’insegnamento di Saulo e del Maestro diverrà insopportabile, suggerisco innanzitutto di riconoscere l’intervallo e tentare di superarlo perché se è stato l’intervallo a farmi interrompere l’insegnamento sicuramente lo ritroverò nel prossimo insegnamento che sceglierò, invece se riesco a superare l’intervallo rimanendo all’interno dell’insegnamento potrò decidere se stare dentro ancora o semplicemente riconoscere che non fa per me e lasciarlo andare ma in questo caso ciò che mi fa cambiare non sarà l’intervallo.
Un’altra situazione da cercare di evitare nel nostro insegnamento conscio, è quella di non essere tiepidi e titubanti. Certamente abbiamo tutti macchine diverse ed essere tiepidi e titubanti o calorosi e partecipi esteriormente dipende dai tipi di corpo.
Una volta che abbiamo compreso che questo insegnamento è il nostro amato compagno, è meglio curarlo, nutrirlo perché le attenzioni premurose di tutti contribuiscono al suo mantenimento in vita.
Noi, con la nostra energia manteniamo in vita questo insegnamento, Saulo ed il Maestro mettono tutta la loro energia ma se noi non siamo pronti ad accoglierla ed amplificarla con la nostra dedizione, questa rimane lettera morta. Fluttua nell’aria e non si incarna.
Un modo con cui togliamo energia a questo insegnamento è quando non siamo totali e ci rivolgiamo ad altri insegnamenti.
Non fa forse così l’uomo o la donna che in coppia incontra un intervallo e non lo vuole superare?
Che rapporto di coppia ci può essere se io non sono totale con la mia compagna e parte della mia energia la dedico ad un’altra donna o uomo? Soprattutto non riuscirò ad essere totalmente aperto con la mia donna, perché se ho scelto di avere l’amante significa che non mi sono manifestato totalmente con lei, non le ho manifestato le mie difficoltà e non ho cercato di superarle con lei. Ho attuato un processo di malattia che richiederebbe un processo di guarigione ma che finisce con un processo di eliminazione.
Questo non significa che non dobbiamo leggere, informarsi su altri insegnamenti, arricchirci di altre idee per rafforzare il nostro intento di risveglio, io stesso l’ho sempre fatto anche solo per curiosità intellettuale della mia Regina di Quadri, ma dobbiamo stare attenti quando è invece il nostro Re di Fiori che si rivolge ad altro con l’intento di smontare, togliere energia all’insegnamento che stiamo seguendo perché intravede il pericolo del cambiamento.
Luigi
