Questa riflessione nasce da un libro di Nisargadatta intitolato “l’esperienza del nulla” nel quale, tra le tantissime cose che dice, fa un’affermazione agli astanti di quel giorno che non riporto testualmente ma che diceva che non era propenso ad assecondare le affermazioni dei visitatori perché poi il visitatore si crea un concetto di quell’affermazione da lui avvallata come vera.
Questo è ciò che facciamo fino dalla nascita, creiamo un’infinità di concetti su tutto, tralasciamo perché sia così, ma resta il fatto che creiamo un sacco di credenze-concetti su quali poi si basa la nostra vita.
Il computer umano, diversamente dal computer che abbiamo in casa, ha la capacità di generare programmi, software in modo autonomo.
I concetti che assimiliamo sino dalla nascita si possono paragonare al software del computer.
Il computer non può che dare responsi in base al software che gli è stato inserito.
Se non ha il programma di scrittura Word non potrà usare Word, probabilmente avrà un altro programma di scrittura.
Per noi è lo stesso, se ho un programma di autocommiserazione agirò conformemente a quel programma e nella mia vita forse avrò difficoltà a prendere quello di cui ho bisogno perché mi svaluto di continuo, mentre se ho un programma di potere per me sarà più facile ottenere ciò che desidero. Sono solo due programmi diversi.
Ma non ci sono solo programmi che concernano la colorazione della nostra psicologia con le sue caratteristiche.
Tutti i modelli sociali che offrono aspettative di felicità sono diventati programmi: ad esempio il programma coppia uguale felicità è sempre lì che ‘gira’ e sta sempre cercando di trovare la soluzione procurandoci le risposte impazzite della Regina di Cuori che alterna esaltazione a depressione.
Quanto detto è abbastanza chiaro per tutti, la macchina ha il suo programma e si attiene a quel programma.
Se non sono soddisfatto di un certo programma che ho, sicuramente mi potrò rivolgere ad un analista di programmi e modificarlo in modo che possa ottenere ciò che desidero. Questo noi lo chiamiamo processo di guarigione. Ora il programma ‘gira’ come voglio io e ne sono soddisfatto pero sempre programma è.
Ora vediamo cosa succede quando una macchina umana con tutti i suoi programmi incontra un insegnamento.
Il generatore di software creerà un nuovo programma, nuovi concetti, ed agirà in base a quei concetti.
Saulo ed il Maestro ci hanno parlato della reincarnazione, del fatto che abbiamo già fatto molte vite, ci hanno parlato che abbiamo un compito, che facciamo parte di una Fratellanza, che abbiamo lo scopo di riconoscerci come Anima e altre cose.
Come crediamo che agirà il generatore di software? Creerà tanti concetti tanto quanto ne sentirà il bisogno.
Se il concetto reincarnazione mi fa rilassare rispetto alla morte lo cavalcherò.
Così pure il concetto Anima eterna.
Qual è il ‘problema’ di avere concetti? I concetti vivono nel tempo per lo più a nostra insaputa.
I concetti vengono depositati nel nostro inconscio e da lì il Re di Fiori li fa ‘girare’ a seconda delle necessità di vita.
Arriva un punto in cui tutto ciò che amiamo, desideriamo, rifiutiamo, respingiamo è dettato dai concetti depositati nel Re di Fiori.
Ecco l’automa di cui si parla.
Il Re di fiori fa la stessa cosa con i concetti che riceviamo dal nostro insegnamento di Saulo e del Maestro.
Si può arrivare ad affermare con certezza assoluta la veridicità della reincarnazione, ma questo è solo un concetto. Abbiamo avuto vite precedenti? altro concetto che se è ben radicato possiamo difendere a spada tratta.
Di ogni esperienza emozionale, intellettuale, motoria ed istintiva la macchina crea un concetto.
Voilà la prigione.
I concetti vivono nel tempo, c’è stato un tempo in cui sono stati depositati nell’inconscio ed un tempo in cui, se necessario, vengono tirati in ballo.
Il Cuore, il Ricordo di Sé non ha nulla a che fare con i concetti.
Non sottostanno alla legge del tempo, o ci siamo ora oppure un concetto riempie lo spazio lasciato vuoto.
I concetti che abbiamo creato grazie all’insegnamento di Saulo e del Maestro devono essere visti con chiarezza altrimenti fanno da freno.
Alle volte succede che abbiamo delle intuizioni sul nostro percorso, sul significato dell’essere presenti, sul Cuore e immediatamente ne creiamo un concetto.
Se qualcuno ci chiede se esperiamo il Ricordo di Sé, immediatamente il concetto acquisito grazie all’intuizione ci farà rispondere affermativamente anche se sarà possibile che in quel momento non ci stessimo Ricordando di noi.
Supponiamo che io abbia paura della morte, questo è un concetto, una credenza che il mio generatore di software ha creato a mia insaputa grazie alle influenze esterne nel tempo che fu.
Questo è uno di quei programmi che “girano” di continuo, non è un programma che viene a galla occasionalmente grazie ad uno stimolo. Questo programma lo potremmo definire un programma sorgente, un programma di base come lo può essere il sistema operativo di un computer, senza del quale tutti gli altri programmi non potrebbero funzionare.
Ora, grazie allo studio e all’apprendimento del funzionamento della macchina umana (mappe varie, tipi di corpo, ecc.) comprendiamo con sempre maggior chiarezza che il programma “paura della morte” che ‘gira’ là sotto a mia insaputa, non è una realtà oggettiva, anzi è pura immaginazione, è semplicemente un programma come tanti altri.
Questa comprensione porterà ad un alleggerimento di tutta la macchina perché, considerando la paura della morte un errore di percorso, un’illusione, non è più necessario che continui a girare.
Come conseguenza molti dei programmi subordinati a questo programma sorgente, cesseranno di esistere e ne avremo un grande beneficio in termini di leggerezza.
La macchina umana si è sbarazzata di una certa quantità di programmi (leggi) e si sente più leggera.
Ma cosa succede? creerà un nuovo concetto, in sostituzione di quello invalidante, che afferma che “la paura della morte è un’illusione” con grande sollievo.
Attenzione: abbiamo semplicemente cambiato programma.
Abbiamo sostituito un concetto con un altro: siamo sempre sulla stessa piastrella.
Io non ero nel Cuore quando girava il programma “paura della morte” ed ora non sono nel Cuore quando gira il nuovo programma “la morte è un’illusione”.
Allora fino a che punto è utile cambiare un programma, un concetto?
Questo lo determiniamo noi, se il cambiamento di programma ci aiuta a stare di più nel Cuore è benvenuto però attenzione, non sarà il nuovo concetto che ci aiuterà a stare nel Cuore, per questo processo rigenerativo e miracoloso ci devo essere IO al di fuori di tutti i concetti in questo preciso istante.
Poco importa se abbiamo depositato credenze spirituali anche importanti e nobili, queste non ci aiuteranno, al massimo possono creare un’attitudine che potrebbe preparare il terreno adatto al nostro riconoscimento.
Il Ricordo di Sé o stare nel Cuore che dir si voglia, richiede sempre lo stesso sforzo che si fa ora.
Liberi dall’identificazione con qualsiasi concetto che vive nel tempo, ancorché utile per la vita di tutti i giorni.
Luigi
