Canalizzazione Maestro: “La consapevolezza di essere testimoni” (tramite Benedetta)

Liberatevi dei vostri pesi, liberatevi dei vostri falsi dèi, di tutte le identificazioni a cui fate tributo ogni giorno offrendo loro tutta la vostra attenzione e la vostra energia, liberatevi di tutta questa falsità.

Ogni giorno innumerevoli volte voi vi perdete dietro cose insignificanti, dietro cose che non hanno vero valore paragonate al vostro Sé.

Eppure questo è quello che fate, convogliate tutta la vostra attenzione e tutta la vostra energia per tenere in vita cose senza valore.

Attraverso le vostre azioni, le vostre parole, attraverso i vostri pensieri, i vostri progetti voi continuamente alimentate le vostre false credenze e tenete in vita la vostra falsa identità, depauperandovi della vostra vera ricchezza che risiede nel profondo del cuore.

Come potete farvi questo? Come potete dimenticarvi di voi?

Qualsiasi cosa voi facciate e qualsiasi cosa voi incontriate nel mondo non può sussistere senza di voi, poiché voi ne siete il testimone.

Fin dal primo mattino quando aprite gli occhi, avete la prova che se voi non siete neppure il mondo è: solamente quando voi apparite in questo mondo, il mondo appare, solamente quando la coscienza si apre, allora il mondo può essere testimoniato. 

Eppure voi vi perdete nel mondo e dimenticate la coscienza, senza la quale il mondo non esiste.

Voi pensate che vivere sia una faccenda che coinvolge i vostri i corpi, con i quali siete tanto identificati, ma che cosa sono i vostri corpi se non il prodotto di ciò che mangiate?

Sapete di non essere ciò che mangiate, ma non sapete di non essere il vostro corpo che è fatto di ciò che mangiate.

Vedete come è facile confondersi in questo mondo, come è facile scambiare il prodotto di una trasformazione chimica per voi stessi.

Ma voi siete sempre lì, prima che tutto questo avvenga, prima che il corpo sia sottoposto ad ogni genere di mutamenti nel corso del tempo, prima che cresca, invecchi e muoia, voi siete, e continuate ad essere anche dopo la sua morte.

Avete mai riflettuto su questo? Avete mai osservato con attenzione?

Non importa quante volte ve lo ripetiamo, perché voi – una volta finito di ascoltare – ve ne andate e ricominciate il vostro gioco nell’identificazione con il corpo, (ricominciate) a confondervi con ciò che accade al corpo e all’identità che ne deriva, ma che avete costruito voi.

Vi prego, ancora una volta, di soffermarvi su queste parole, non lasciate che soltanto scivolino via e cadano nel vuoto: provate a riflettere durante la vostra giornata su che cosa significano, provate a fare le vostre prove, le vostre esperienze su questo, provate a vedere se è vero che davanti a qualsiasi esperienza accada, voi siete prima di essa e per questo la testimoniate.

Nessun pensiero ed emozione potrebbero essere espressi senza essere testimoniati, se non fosse così non potreste nemmeno identificarvici…

Quello che vi manca è la consapevolezza di essere testimoni, di essere la coscienza che tutto osserva immobile e non coinvolta daciò che vede; ma la coscienza è comunque ciò che siete, indipendentemente dal fatto che ve ne rendiate conto oppure no.

Abbandonate ora ogni pensiero, lasciatelo andare via, non trattenetelo, siate come lo schermo su cui appaiono le immagini di un film, uno schermo capace di accogliere qualsiasi cosa senza essere nessuna di esse, uno schermo che non muta malgrado i cambiamenti che vi accadono sopra e che è se stesso sia che vi siano immagini, sia che non vi sia nulla.

Questo provate a fare: riconoscetevi nello schermo che non muta, che è consapevole delle immagini e di se stesso, ma non perde mai se stesso nelle immagini.

Vi benedico, andate in pace.

Luigi (rivolto agli astanti): Se ci sono domande vediamo se il Maestro risponde.

Elena: Hai parlato di liberarci dai fardelli e dalle identificazioni. Nelle ultime settimane, mi sembra di essere su una giostra che va veloce in un processo di lasciar andare, appunto, tante identificazioni che mi porto da tanto tempo; mi accorgo di alcune delle pozzanghere di identificazione in cui mi crogiolo e che non voglio lasciar andare perché ancora sono troppo allettanti, e cercare di forzarmi a farlo mi lascia un sapore quasi di cinismo, come se mollarle voglia dire non dar più valore a certe parti dell’esperienza della vita; d’altronde so che questa è la via e che non ci sono altre possibilità. Per cui ti chiedo se puoi parlare di questo e se puoi aiutarmi anche ad avere più chiarezza rispetto al processo che sta avvenendo ultimamente. Grazie.

Nel vostro sentire è la risposta, nel vostro dare ascolto a ciò che sentite nel cuore è la risposta.

Voi sapete che non potete abbandonare nulla di voi finché siete identificati, finché provate attrazione per certi aspetti che ritenete importanti.

La caduta dell’interesse dipende unicamente dalla comprensione, dall’aver ottenuto la consapevolezza che ciò che si vede non è ciò che si è davvero.

Solamente quando tutto il vostro essere diventa quella comprensione, allora le croste della vostra falsa identità cadono da sole; non è certamente un processo che potete forzare, poiché quando voi cercate di fare questo, state solamente dicendo che volete sbarazzarvi di qualcosa, o perché non vi piace o perché avete in mente qualche altro obiettivo, foss’anche spirituale.

Il vero obiettivo per voi è non avere più obiettivi di nessun tipo, nemmeno l’obiettivo della libertà, poiché qualsiasi obiettivo diviene un giocattolo per la vostra mente.

Quello che tu stai vivendo è il naturale effetto del lavoro che tutti voi state facendo, ognuno a modo proprio: mentre il tempo passa e continuate a impegnarvi per riconoscere la falsità, a poco a poco ciò che non vi rappresenta, ciò che non vi appartiene, cade, e a volte questo processo può velocizzarsi in virtù di particolari accumuli di energia.

Non dovete mai preoccuparvi per quanto accade, voi in ogni caso siete i testimoni anche di quella caduta, i problemi nascono soltanto se voi siete identificati con ciò che cade. 

Per questo vi parlo di comprensione, poiché se c’è vera comprensione, è caduta l’identificazione con quelle parti e quindi non si ha sensazione né di lotta né di perdita.

Non dovete farvi troppe domande su quanto vi accade, quella è sempre la mente che cerca di capire ciò che non può capire; quello che è importante è che voi sappiate rimanere vigili davanti a questo spettacolo. 

In fondo, lasciare andare ciò che non è reale può essere davvero un bello spettacolo, se voi semplicemente lo lasciate andare, solo se rimangono aspetti di attaccamento allora soffrite, perché ancora la vostra identità dipende da ciò che è forma; ma a mano a mano che i pezzi cadono e che voi sempre di più vi sapete riconoscere in ciò che è prima della forma, allora la caduta di ciò che non è reale non vi spaventa più e percepite anzi la leggerezza di ciò che sta avvenendo.

Più voi vi riconoscete nel testimone neutrale, più voi potete assistere con gioia a quello spettacolo.

Non temete la morte di ciò che non siete mai stati, è soltanto un’idea che avete custodito e nutrito per tanto tempo, ma nessuna idea può essere confrontata con voi: di idee ce ne son molte, di maschere ce ne sono molte, ma chi vede è soltanto Uno.

Potete capire ciò che dico? tutti voi?

Non parlo alle persone che sono qui riunite, parlo al vostro Cuore, parlo al vostro Sé che si ricorda chi è. Dimorate in Lui, non nelle vostre menti.

Luigi: Puoi dire qualcosa su quel maestro che amiamo tanto che si chiama Gurdjieff?

È uno dei vostri Padri, uno di quelli a cui sapete di potervi affidare.

Al di là di quella che fu la sua vita sulla Terra – che pochi compresero davvero – la memoria di chi ha dedicato tutta l’esistenza alla verità, porta con sé verità. Questo vale per tutti i maestri – viventi o non viventi – che portano la Luce nel mondo, tutti loro sono i vostri Padri.

Quello che egli fece, fu cercare di portare alle persone che doveva incontrare almeno una briciola di ciò che aveva conosciuto, in un tempo in cui – qui nel vostro lato del mondo – era difficile accedere a questa conoscenza ed era necessario che qualcuno che aveva anche la conoscenza di questo mondo, facesse da ponte, avesse la capacità di tradurre le antiche conoscenze in modo che fossero fruibili dalle persone di questo tempo e di questo lato del mondo.

Molte di loro non erano pronte per ricevere e lui lo sapeva, e per questo ideò una serie di esercizi e di formule che potessero essere adeguate alle menti degli occidentali, che solo più avanti si sarebbero guardate intorno e si sarebbero mosse alla ricerca dei maestri dell’oriente.

Lui fu come un messaggero e un apripista nelle menti degli uomini di questo mondo, perché doveva preparare le loro menti – e generazioni di menti successive – ad accogliere ciò che è al di là della mente.

Molto del suo insegnamento ora è quasi obsoleto, nel senso che in questa fase in cui vi trovate non avete più bisogno di certi diagrammi o di certe definizioni che possono apparirvi limitanti; voi potete prendere il nettare del suo insegnamento, poiché quello è eterno, ed è lo stesso in tutte le culture e in tutti i tempi.

I Padri e le Madri che hanno portato l’Insegnamento nel mondo non saranno mai dimenticati, anche se ci saranno sempre schiere di detrattori – soprattutto finché sono in vita, ma anche dopo – poiché gli uomini, aggrovigliati e soggiogati dal proprio ego, vivono nella menzogna e nella competizione, vivono nel potere e nella paura e non possono che interpretare in maniera distorta ciò che viene loro offerto con amore.

Se potessero essere soltanto capaci di ricevere, nel silenzio e nell’umiltà del cuore, allora basterebbe una sola parola dei Maestri per risvegliarsi, ma negli uomini c’è tanta opposizione verso la Verità e così c’è tanta opposizione per chi la porta.

Vogliate aprirvi al vostro cuore adesso. 

Lasciate che l’amore che portate in voi si riversi nella vostra vita, lasciate che la luce che siete illumini la vostra vita e lasciate che tutto questo sia, senza averne paura, poiché ciò che l’amore e la luce portano nella vostra vita inizialmente è distruzione, di tutto ciò che non è reale, è l’eliminazione di tutti i pesi inutili che vi portate appresso. 

Perciò non temete, ma accogliete l’azione dell’amore e della luce, continuate il vostro lavoro indipendentemente da tutto.

Riscoprirvi nell’Amore e nella Luce è il vostro destino, poiché è già la vostra Realtà.

Per questo vi dico: siate in pace.

Luigi: Grazie.