Avere od essere _ Riflessione di Luigi

Nel 1977 usciva un libro di Eric Fromm che ha avuto un certo successo. È intitolato “Avere o Essere?” che inquadrava molto bene cosa significa vivere sotto il paradigma dell’avere e dell’essere.

Ad un attento esame della psicologia delle nostre macchine risulta evidente che viviamo sotto la logica dell’avere. Vogliamo avere situazioni che ci facciano felici, cerchiamo con ostinazione la contentezza nei fatti della vita evitando quei fatti che per la nostra identità potrebbero creare infelicità. Se i fatti corrispondono al nostro ritratto immaginario siamo contenti altrimenti no. 

Dall’alba al tramonto è un continuo sbilanciamento verso fuori.

Fare, fare e fare per ottenere qualcosa che soddisfi i Centri Inferiori. Senza il fare istintivo, motorio, emozionale e intellettuale ci avvolge un penoso senso di vuoto. 

Tutto ciò non può che provocare in noi una letale tensione strisciante che non fa che alimentare il sogno in cui viviamo.

I nostri fratelli più grandi ci stanno insegnando L’ALTRO PARADIGMA, QUELLO DELL’ESSERE.

Ci invitano a sentire il profumo della nostra rosa interiore, a sentire la silenziosa orchestra che da sempre sta suonando per noi.

A sentire il senso di esistere pregno della bellezza infinita.

Ma purtroppo le nostre orecchie sono in discoteca ventiquattro ore al giorno e non sono abituate a sentire le melodie silenziose dell’Universo che da sole farebbero smettere il penoso quotidiano mendicare situazioni di vita favorevoli.

Le Regine suonano la grancassa a tutto volume illudendoci che tutto questo rumore ci possa portare felicità.

Siamo stati educati a vivere solo attraverso i Centri Inferiori sbilanciati, ma noi, che ora iniziamo a riconoscere il guaio in cui ci siamo cacciati, possiamo fare molto per riacquistare l’abilità di sentire le sacre sinfonie dell’universo che vibrano nel nostro Cuore.

Il ricordo di sé ci ridona la capacità di essere soltanto.

Dall’avere all’essere.

Luigi