Attenzione divisa – Riflessione di Luigi

Ringrazio chi, in occasione dell’ultimo incontro, ha fatto la domanda sull’Attenzione Divisa perché mi ha dato e mi dà la possibilità di approfondire di cosa si tratta.

L’espressione ‘attenzione divisa’ riguarda uno di quei concetti fondamentali di cui sin dall’inizio del nostro percorso sentiamo parlare. La mia attenzione è divisa tra me e ciò che sto facendo, pensando, provando, dandomi la possibilità di cogliere me, il Sé.

Ricordo di Sé, Attenzione Divisa e Cuore sono sinonimi e l’esperienza che ne traiamo quando applichiamo questo concetto nella nostra vita è l’obiettivo ultimo di tutta la nostra ricerca: ci riconosciamo nel Sé.

Da subito ci viene detto di applicare l’Attenzione Divisa, da subito ci viene detta la soluzione del rebus della vita, ma noi non comprendiamo la portata di quanto ci viene enunciato e ci perdiamo nei meandri della mente cercando soluzioni nei Centri Inferiori.

I Fratelli Superiori ripetutamente ci dicono ‘siete già’ e si riferiscono al fatto che noi siamo il Sé, siamo e saremo sempre il Sé, ma queste parole ci sfuggono perché non esperiamo quanto ci dicono.

Bene, si tratta di riconoscere che noi siamo già il Sé e come si fa? Lo si fa attraverso l’Attenzione Divisa.

Cari amici comprendete la portata dell’Attenzione Divisa?

Ci permette di riconoscerci nel Sé e così cogliere il significato delle parole dei nostri Fratelli quando dicono ‘siete già’.

Il Sé non ha avuto evoluzione, non può averla e non l’avrà mai. Nessuna evoluzione è possibile per il Sé.

Ma noi ostinatamente cerchiamo di evolvere attraverso la macchina, speriamo che una macchina migliore ci faccia cogliere il Sé.

La macchina con i suoi Centri Inferiori può solo aumentare le proprie abilità, le competenze.

Il Centro Intellettuale può saperne di più sugli aspetti della vita in cui ci manifestiamo, quello Motorio eseguire dei tuffi dal trampolino eccezionali, quello Emozionale relazionarsi in modo più intimo, caritatevole, misericordioso, rispettoso dell’altro, quello Istintivo può cogliere l’invisibile e scoprire le forze della natura e manipolarle.

Ma in ogni caso loro, i Centri Inferiori, non coglieranno il Sé. 

L’invito che ci viene fatto quando ci ricordano che noi siamo già il Sé è un invito a lasciar perdere l‘evoluzione della macchina.

Queste due parole magiche: Attenzione Divisa, loro sì possono cogliere il Sé.

Quando noi sfoderiamo il Ricordo di Sé facciamo centro: siamo il Sé.

Allora le parole dei nostri Fratelli risulteranno all’improvviso comprensibili: siamo il Sé, lo siamo già, lo siamo sempre stati e sempre lo saremo e il sogno è finito.

Allora l’invito è quello di Ricordarci di Noi più che possiamo perché è l’unica strada possibile per il riconoscimento nel Sé, non ci sono altre strade come sottolinea Saulo.

Saulo 19.9.2009: “[…] più sviluppate questa attenzione, più imparate a riconoscere la vibrazione del vostro cuore e lei diventerà un filo d’oro e questo filo d’oro è quello che vi porta fuori dal labirinto della vostra mente. [… ] Tutti voi l’avete già conosciuto (il Cuore), avete già conosciuto e riconosciuto la sua bellezza e la sua importanza, ma forse non vi è ancora chiaro completamente che questa è la vostra unica possibilità: non ci sono altre vie, non ci sono altri strumenti, non ci sono altre porte, questa è l’unica porta.”

Saulo 28.9.2009: “[…] in ogni istante voi mettete un peso su un piatto oppure su un altro, non ci sono altre possibilità, o l’energia va da un lato o va dall’altro, l’attenzione va da un lato o dall’altro.

Allora se date spazio alla mente, questo piatto diventerà più pesante e la mente sarà lei che vi governerà sempre di più, se mettete invece l’attenzione, lo sguardo, l’energia nel vostro Cuore, sarà questo piatto a crescere e la mente diventerà sempre più insignificante.”

Poi i Centri Inferiori saranno ben lieti di essere al servizio del Sé e se sarà necessario potranno aumentare le loro competenze sulla base delle richieste della vita.

Luigi