Canalizzazione Maestro: “L’illusione della morte” (tramite Benedetta)

Luigi: Oggi Katia introdurrà l’argomento ‘paura della morte’. Questa credenza che noi possiamo riconoscere come falsa, come illusione, comunque è alimentata dall’umanità nel suo insieme e quindi ne siamo sempre influenzati. Ricordo che Metatron, quando Antonella aveva la malattia, disse che l’unico modo per affrontarla è praticamente tornare nel Cuore, perché comunque quello che a me sembra è che anche se ho, diciamo, riconosciuto personalmente l’illusione della morte, comunque la collettività continua ad agire su di me quando sono nella mente. Ci puoi parlare un po’? Grazie.

La comprensione dell’illusorietà della morte è una comprensione che può venire solamente quando voi avete attraversato la morte, quando voi avete attraversato la morte dell’identità personale, solo allora potete dire che la morte non esiste.

Avete la prova di questo ogni volta che le sollecitazioni esterne vi riportano nell’identificazione con quella identità, questo non sarebbe possibile se quell’identità fosse morta, una volta che è riconosciuta come irreale, la sua morte è riconosciuta irreale allo stesso modo.

Finché voi siete un po’ di qua e un po’ di là non potete dire di aver incontrato veramente la morte; potete aver riconosciuto che la credenza sulla morte è una credenza alimentata dalla collettività, potete aver riconosciuto che anche quando parti di voi cadono, voi non cadete, ma ancora la vostra identità non è stata scossa fin dalle fondamenta.

La paura della morte del corpo è evidentemente collegata con questa identità poiché senza il corpo l’identità non può proseguire, quando voi vi stabilite nella Coscienza Io Sono, definitivamente, solo allora potete dire che la morte non esiste perché l’avete attraversata.

Più volte voi incontrate la morte nel vostro cammino, per tutti quegli aspetti di voi che a poco a poco vi abbandonano; ma dovete prestare attenzione che non rimanga un senso di identità che si occupa di abbandonare quelle parti, non dovete essere un’identità in evoluzione, ma riconoscervi al di là dell’evoluzione che non è possibile per Chi voi veramente siete.

L’identità personale è dura a morire e lo potete vedere ripetersi nella vostra quotidianità, perché l’identificazione anche con le piccole cose di ogni giorno vi fa dimenticare voi stessi; non potreste dimenticare voi stessi se veramente la vostra attenzione non fosse catturata dall’identità personale, se questo accade è perché ancora questa identità non vi ha lasciato.

La collettività alimenta la falsa identità di tutta l’umanità e ciascuno di voi vibra all’interno di questa falsa credenza; voi potete riconoscere molto bene come siete intrappolati a questo livello, ma state anche riconoscendo quel luogo puro e luminoso nel quale voi invece siete sempre liberi.

Quando voi avete chiaro che Quella è la vostra realtà più vera, nulla può più contaminarvi, nulla può più convincervi che potete morire poiché sapete di non essere mai nati; ciò che è nato è solamente un fardello che vi portate dietro nel corso di tutta la vita. Non avete ancora riconosciuto come quel fardello sia nato, per questo ancora vi confondete con lui, per questo ancora ve ne occupate tanto.

Il vostro cammino vi porta al riconoscimento di come la sensazione di essere una persona è a un certo punto sorta in voi, avete bisogno di questa visione per potervi lasciare alle spalle quella identificazione, e dovete vedere a un certo punto come persino il puro Io Sono non sia reale.

La vostra prima nascita è la nascita in quanto Coscienza che unendosi al corpo ha dato vita all’identità personale, ma neppure la Coscienza Io Sono è continua poiché quando voi scivolate nel sonno profondo, scompare. Dove scompare per poi ricomparire ogni mattina?

Avete molto ancora da scoprire e il primo passo di questa scoperta è sempre lo stesso: ritornare al vostro Cuore, ritornare all’Io Sono, ritornare alla consapevolezza di esistere; questa è ciò che dà continuità alla vostra esistenza mutevole e solamente quando sarete uno con essa la trascenderete.

La morte è un’illusione sotto tutti i punti di vista, ma solamente quando voi vi riconoscete nel non-nato potete dirlo con certezza.

Elena: Posso farti una domanda?

Dimmi pure.

Elena: Siccome hai parlato del sonno durante la notte, ho notato che tutti i miei sforzi diurni di rimanere il più possibile ancorata al mio Cuore – presente al traffico dei miei pensieri o di ciò che accade – nel momento in cui vado a dormire è come se si vanificassero, come se nel momento in cui mi addormento la mente prendesse di nuovo il sopravvento e la mattina di nuovo dovessi fare uno sforzo enorme per uscire fuori dal flusso della ‘televisione dentro la testa’. Ti chiedevo se potevi dirmi qualcosa al riguardo.

La mente non ha potere su di te se tu non glielo lasci, devi vedere in che modo invece glielo lasci.

Quando vai a dormire la mente continua a lavorare anche in quelli che voi chiamate sogni, poiché le impressioni del giorno possono creare altri mondi nei quali la vostra mente continua a funzionare.

Quello che accade è che tu consideri reali molti dei discorsi che fa la mente: anche se il tuo sforzo durante le ore di veglia è grande, tuttavia ci sono ancora molte manifestazioni mentali a cui tu credi; queste danno vita ai tuoi sogni e mantengono il tuo senso di identità intatto che è subito pronto a farsi vivo non appena riapri gli occhi. 

Cerca di prestare attenzione al tuo Cuore soprattutto quando vai a dormire, cerca di alimentare il riconoscimento di Chi sei, togli attenzione ai pensieri e portala sul riconoscimento dell’osservatore dei pensieri. Non cercare di tornare semplicemente a te per schivare il dominio dei pensieri, ma cerca di riconoscere Chi li sta osservando, fai in modo che la tua attenzione si fonda lì. Quindi, sposta la tua attenzione da ciò che vedi a Chi vede. 

Tu conosci questo, ma nella tua giornata ciò che vedi ha ancora molto valore per te, dai importanza a cose che non ne hanno, dai valore a cose che non ne hanno, le vuoi capire più di quel che serve. 

Questo è un errore che commettete tutti e quindi i vostri sforzi sono sforzi a metà.

Vi dico questo perché è importante che voi vi convinciate che non è necessario comprendere tutto della vostra manifestazione(*), e che la vostra manifestazione vi cattura anche nelle piccolissime cose e questo voi tante volte non lo vedete; vi concentrate sulle grosse emozioni o sulle identificazioni più potenti, ma tralasciate tutti i piccoli movimenti mentali che vi portano via, tutte le piccole riaffermazioni del sé personale che si manifesta in aspetti infinitesimali.

Lavorate attentamente, non prendete nulla sottogamba, non concedetevi di scivolare, di distrarvi in cose che non vi rappresentano davvero. 

Avete il vostro centro proprio qui e in questo momento lo potete riconoscere, accorgetevi di come la vostra attenzione ora sia tutta qui, e così sapete come mai invece durante il giorno il vostro lavoro sia spesso insufficiente.

Non vi sto sgridando, vi sto solo spronando a incentivare i vostri sforzi perché, una volta comprese le grandi tematiche che vi catturano, non dovete perdervi nemmeno le sfumature.

Luigi: Ti chiedo una cosa circa un’esperienza che ha avuto Benedetta una notte in cui un’entità si è attaccata ad una ghiandola del suo seno. Cosa stava a significare?

In quel momento Benedetta aveva perduto il suo centro, nel corso della giornata era caduta in una vecchia paura. Quello che succede durante la notte è che certe forze possono approfittare delle vostre cadute, questo è quello che è successo a lei.

Il dolore che lei ha sentito anche mentre dormiva è il segno di una lacerazione che è avvenuta sui piani sottili e che adesso le sta dando quei problemi che sta cercando di comprendere; attraverso quella lacerazione, che è come una falla energetica, tutta la negatività delle persone intorno a lei viene come aspirata all’interno e trattenuta.

È importante che questa lacerazione venga ricucita ed in parte è ciò che è avvenuto di recente, Benedetta ora si sta occupando in molti modi di riequilibrare tutti quegli aspetti sottili che si erano alterati nel corso degli anni per via del potente stress cui era sottoposta.

Purtroppo tutti i vostri corpi risentono del contatto con l’esterno e anche se la vostra forza interiore può riportarvi a voi, al vostro centro, il corpo fisico e il corpo eterico possono rimanere danneggiati, e così come voi intervenite sul corpo fisico quando siete malati, potete farlo sul corpo eterico.

Luigi: Quindi, mi sembra di capire che c’è la necessità di un aiuto esterno, di un processo di guarigione che viene dall’esterno, oppure se riuscissimo ad essere centratissimi il corpo eterico e il corpo fisico guarirebbero?

I vostri corpi più grossolani possono essere aiutati anche dal vostro intento puro, ma se voi divenite trasformatori delle energie della collettività, per quanto voi possiate tornare al vostro centro e riconoscervi lì, tuttavia i corpi esteriori ne risentono, e a seconda della costituzione individuale ed anche del proprio destino è possibile che si ammalino.

Luigi: Questo mi ricorda che, ad esempio, Ramana Maharshi è morto di tumore così come Nisargadatta Maharaji.

Non dovete pensare che riconoscersi nel Sé significhi che il corpo non muore e non si ammala, non coltivate questa illusione; come ho detto, il destino del corpo è segnato e ciò che ha prodotto l’attuale incarnazione continua a operare, così che voi incontrate ciò che dovete incontrare.

Alcuni Maestri hanno subìto intensamente la pesantezza di chi li circondava, ma non tutti, poiché questo dipende da ciascun individuo, dalle sue particolari caratteristiche, i Maestri che hai citato hanno avuto questo destino, se così vogliamo dire.

Un Maestro non si preoccupa di queste cose, non dà al proprio corpo la stessa importanza che date voi, se ne prende cura per quanto basta.

Un Maestro non si sforza di evitare le malattie e non cerca di procrastinare la morte del corpo, egli vive perfettamente in armonia con ciò che si manifesta.

Come può la morte toccare Chi non è mai nato? Chi riconosce che tutto ciò che esiste appare in Sé stesso, sa che qualsiasi cosa accada nella manifestazione – e dunque anche al proprio corpo – in realtà non è mai accaduta.

Portatevi ora in ascolto, poiché questa verità è disponibile anche per voi: proprio adesso, senza sforzo e senza cammino da fare. Non c’è nessuna distanza da Voi.

(*) Nota di Benedetta: Nel senso di capirne tutti i retroscena psicologici e le storie personali da cui derivano.